venerdì 28 giugno 2013

L'adolescenza e i nostri figli

Consideratemi arretrata, noiosa o come preferite, ma avete avuto l'occasione di sfogliare un giornalino per teenagers? A me è capitato per casualità e, a primo impatto, mi sono sentita turbata. Da genitore, ho provato una sensazione di profondo sconforto. Pagina dopo pagina, un continuo sfoggiate di abiti succinti, trucchi esagerati e poca sostanza, hanno innescato una serie di considerazioni e quesiti sui modelli che hanno oggi, i nostri figlie e le nostre figlie. È principalmente di questo che di tratta. Ho deciso quindi di scrivere, sperando di provocare riflessioni e magari dibattiti costruttivi.
Ma partiamo dal principio. 
La fase pre adolescenziale e adolescenziale è riconosciuta come la prima vera fase di conflitto individuale. In questo momento fisiologico depressivo, il bisogno di ribellione ed il costante pensiero di essere incompreso, sono al primo posto dei problemi di un'adolescente. Per non parlare degli sbalzi d'umore e della trasformazione sessuale e fisica del corpo. È noto, studiato e riconosciuto, che questa fase di crescita è caratterizzata dalla ricerca di una propria identità. Conseguenza della prima esperienza sessuale/sentimentale, del cambiamento del rapporto con i propri genitori, del riconoscimento in in gruppo di coetanei, ammettiamo, senza esitazioni, che in questi anni di continua trasformazione e ricerca, una soggetto ha il sacrosanto diritto di sentirsi sperduto. Per questo motivo e in questa fase di ricerca personale, il soggetto tende ad immedesimarsi e ad imitare qualcuno. Quel qualcuno, a volte, è il proprio idolo o l'amico più spavaldo e apparentemente più sicuro del gruppo. Ricollegandomi al giornalino e continuando a sfogliarne le pagine, m'imbatto in Justin Biber, cantante famoso per il suo stile di vita d'eccessi, Lady Gaga anche lei nota per eccessi e trasformismi eccentrici e ragazze a me sconosciute, in atteggiamenti provocanti. Sono principalmente giornalini che si rifanno a programmi e a personaggi americani famosi ma, lo show business e la cultura americana sono completamente diversi dai nostri target italiani e mi vien da dire per fortuna! Ho pensato a mia figlia e al fatto che per nessun motivo al mondo vorrei che sognasse di diventare così! È ovvio che non si può vietare un giornalino o un programma venduto come "adatto" a loro ma non è detto che lo sia. Mi rendo conto che i tempi sono cambiati e che cambieranno sempre più velocemente, ma evitando luoghi comuni e frasi fatte, il progresso non va sempre a braccietto con l'intelligenza, la coerenza e la moralità. Molto spesso è l'esatto opposto. L'adolescenza è una fase in cui ci si sente insicuri e vulnerabili, in cui iniziano le distinzioni tra coetanei e già questo provoca turbamento. C'è chi si sviluppa precocemente, chi invece tardivamente è in entrambe i casi è necessario che un genitore stia in allerta. Chi si sviluppa precocemente è più incline a frequentare persone più grandi e ciò comporta una tendenza a copiare ed imitare atteggiamenti non consoni alla propria età ma che per essere al centro dell'attenzione e per sentirsi parte del gruppo, il soggetto adotta comunque. Chi invece è più tardivo spesso e volentieri é oggetto di scherni e discriminazioni; ecco quindi che si sente costretto ad isolarsi e a chiudersi in se stesso. In entrambi i casi ci sono i presupposti per incorrere ad una crescita scorretta e a volte pericolosa. È invece riconosciuto che quanto più un soggetto si piace, sta bene con se stesso e con la propria immagine e ha fiducia nelle proprie capacità, tanto più riuscirà ad instaurare relazioni significative con il mondo circostante. Questi sentimenti positivi che l’adolescente prova nei confronti di se stesso aumentano anche la sua autostima che, come noto, risulta essere una delle risorse più importanti su cui un soggetto può contare per avere successo in diversi ambiti, sia scolastici, che familiari, che sociali. Ricordatevi genitori che un adolescente non sviluppa mente e corpo nella stesso lasso di tempo. I media, le pubblicità e i telefilm per adolescenti non danno di sicuro, quella che dovrebbe essere una sana impronta da cui partire. Ricordo i mitici anni 90.. Ci si confrontava con Friends, il principe di Bel Air, Beverly Hills 90210 e con Cioè, il giornalino con la copertina fronte/retro adesiva e con il gadget in omaggio. É chiaro che non si può tornare indietro e che tutto questo, oggi, non sarebbe più al centro dell'attenzione di un ragazzino, ma controlliamo gli eccessi e le loro errate interpretazioni. Un soggetto in questa fase acquisisce capacità logico-cognitive che gli fanno credere di essere in grado di capire il giusto e sbagliato. Non sempre é così. Un bambino felice, un adolescente accompagnato e sostenuto nel lungo e tortuoso sviluppo fisico e psicologico diventerà un adulto maturo e preparato per entrare nel mondo del lavoro, per crearsi una famiglia e per continuare la propria vita nella maniera più consona e serena possibile. Perché negare tutto questo ai nostri figli? 

martedì 25 giugno 2013

L'autoanalisi

Capita a tutti di vivere momenti bui, in cui ci si sente persi, soli, confusi.. In questi momenti si cerca disperatamente un qualcosa o un qualcuno a cui aggrapparsi per timore di cadere in depressione, in solitudine e in paranoia. A volte, la soluzione sembra irraggiungibile solo perchè si è avvolti da uno strato di negatività assoluta che ci impedisce di essere obiettivi e razionali. Si perde fiducia in se stessi e viene a mancare quella necessaria dose di autostima che ci aiuterebbe a reagire. A volte, non ci rendiamo conto delle potenzialità che abbiamo perchè, in quei momenti, vengono nascoste, soffocate, dimenticate e preferiamo trascorrere il tempo in inutili vittimismi e nocive autocommiserazioni. A volte, la soluzione è dentro di noi e non ce ne rendiamo conto. Non sottovalutatevi. La ricerca di se stessi attraverso un'accurata analisi introspettiva è il primo passo per il raggiungimento della propria felicità.

sabato 1 giugno 2013

Treviso: ancora violenza sulle donne!!

<< TREVISO - Calci, pugni, insulti, minacce. Ogni giorno per tre anni. Poi la denuncia. La libertà da quell’uomo che aveva trasformato la sua vita in un inferno. E alla fine un nuovo baratro. Il perdono, il ritorno in una casa dove era schiava. Nuovi soprusi, nuovi dolori. Altri lunghissimi tre anni di umiliazioni e botte, tante botte. Fino alla resa dei conti. L’arresto del marito. Un kosovaro di 31 anni è finito in carcere a Santa Bona per i continui maltrattamenti nei confronti della moglie.

Lei, 31 anni trevigiana, lui, stessa età, muratore kosovaro. Si conoscono, si amano, si sposano nel 2004. E qui finisce la favola e inizia l’incubo. Lui è violento, per un nulla scatta: il suo alibi preferito per picchiarla è la cucina: «Il tuo cibo fa schifo, io ti butto la testa nell’acqua bollente, così impari». È giù botte. La trascina per i capelli lungo la scala, la minaccia di morte, la prende a sberle.

E l’inferno non finisce neanche quando nasce il loro primo figlio. Tanto che nel 2007 lei dice basta. Denuncia il marito alla polizia e torna a vivere dai genitori con il suo bimbo. Un anno dopo chiede la separazione, che si concluderà in un nulla di fatto. Perchè lei da lui non riesce a staccarsi. Lo giustifica. Lo perdona. Nel 2010 nasce il secondo figlio e loro tornano a vivere insieme. Ma non è una vita nuova, è sempre lo stesso terribile incubo. Anzi, se possibile è pure peggio. Eppure lei resiste per altri tre anni. Solo all’inizio del 2013 trova di nuovo il coraggio di andare dalla polizia. Il 10 maggio il giudice dispone l’allontanamento dell’uomo dalla casa di famiglia, dove lei resta a vivere con i due bambini.

Il kosovaro se ne va, dice che torna in patria. Ma dopo una sola settimana si presenta di nuovo alla sua porta. Dice che è in crisi, che non trova lavoro. Lei stavolta non si lascia incantare. Prende il telefono e chiama la polizia, che lo arresta. È di fronte agli agenti della squadra mobile che il kosovaro getta la maschera: «Lei sbaglia e io la picchio». È sconvolgente nella sua semplicità la risposta che dà ai poliziotti che gli chiedono conto di tanta violenza.>>



Ho letto l'articolo e per quanto riguarda la donna, ci sono tanti punti da considerare e anche da approfondire. In primis la chiara presenza di un amore malato di lei nei confronti di lui, questa sua impossibilità a staccarsi e questo suo continuo perdonare, nonostante tutto, anche se in lei c'erano momenti di lucidità visti i suoi diversi tentativi di staccarsi dal marito, rivolgendosi ai carabinieri. Forse sola, forse chiusa in se stessa o forse umiliata da quella situazione e impaurita dalle minacce non è riuscita prima di allora, a dare quel necessario taglio definitivo. Per fortuna le è andata bene.. Lui è un disgraziato farabutto e non credo che in lui ci sia una patologia strana ma penso si tratti solo di delinquenza. Ovviamente io non sono nessuno per dire questo. Non ci resta che capire se ci sarà una perizia psichiatrica o se starà per un bel po' di anni al fresco!!!! Un ultima considerazione ma non per questo meno importante: questa è l'ennesima conferma che in Italia non c'è prevenzione ma solo attivazione dopo una moltitudine di fatti compiuti dallo stesso individuo.