venerdì 27 dicembre 2013

Insegniamo ai nostri figli a pensare

Fare i conti col pensato e provare a pensare non è cosa facile, soprattutto per noi adulti. Ciò che abbiamo sempre saputo non è che la cristallizzazione di ciò che abbiamo sempre pensato e non sempre equivale al vero o all'unica interpretazione veritiera possibile. È anche vero che ciò che abbiamo sempre saputo non sempre è stato pensato. Siamo tutti d'accordo con il fatto che i bambini non sono messi nella condizione di pensare liberamente e di creare quindi un loro pensato? Durante la loro fase di apprendimento assoluta sono condizionati e limitati a percorrere quell'insieme di pensato che la scuola, la famiglia e la società mettono loro a disposizione. Non fraintendete, sotto alcuni aspetti è necessario che ci sia un pensato precostituito ma non dovrebbe essere solo così. Immaginate cosa potrebbe emergere se i bambini fossero messi nella condizione di poter pensare. I bambini sono soggetti in massima apertura in potenziale apprendimento. E se esistesse una filosofia anche per l'infanzia? E se questi bambini potessero avere, ricevere, chiedere, organizzare un nuovo rapporto con il sapere? Siamo arrivati ad una svolta epocale in cui se dobbiamo investire sui nostri figli, dobbiamo farlo nel modo migliore: offrendo loro la libertà di pensare. O vogliamo pensare che basti convivere con il pensato che abbiamo ricevuto finora, nel corso degli anni? E se ci fosse una realtà che permettesse loro di dire ciò che pensano a priori, a prescindere da ciò che hanno sempre pensato, a prescindere dal testo da cui appellarsi, vi interesserebbe?

martedì 3 dicembre 2013

Manipolatori di informazioni

Sono trascorsi pochi mesi da quel 21 agosto nella periferia di Damasco. In quei giorni tutto parlava di quei bambini, foto e video giravano all’impazzata su network, telegiornali e social. Le persone apprendevano una notizia terribile e rabbrividivano nel vedere quelle file ordinate di bambini distesi a terra, morti di una morte dolorosissima anche se nelle immagini pareva come se stessero dormendo. Sembra quasi che la guerra non ci sia più, che sia finita. A quanto pare chi gestisce l’informazione mondiale ha considerato  inutile informarvi che nonostante “gli” attacchi chimici siano finiti, i bombardamenti a case, quartieri civili, ospedali, scuole e anche moschee continuano imperterriti come continuano le violenze, le torture e gli stupri. Nessun aggiornamento che valga la pena di essere dato quindi, se non quelli che riguardano i barconi nel Mediterraneo, i profughi fermi nelle stazioni ferroviarie che tentano di raggiungere i loro cari nel nord Europa oppure qualche accenno a Ginevra II e la decisione di non parteciparvi da parte dei ribelli che stanno personalmente e forzatamente combattendo per liberare la propria terra. Ma questo, durante le notizie, non lo aggiungono altrimenti avrebbero un altro significato. D’altro canto se vi informassero di tutto quello che sta succedendo, non potrebbe alimentare (a vostra insaputa) il buon livello di razzismo ed egoismo che vive e regna nel nostro paese e non potrebbero dirottare i vostri pensieri a loro piacimento, facendovi credere che quel pensiero è il frutto di un vostra riflessione o di un vostro ragionamento mentale.  Non illudetevi. Ogni vostra scelta è legata alla volontà di altri e da quello che loro vogliono che scegliate. E con Ginevra II ci sono i vari intrallazzi di interessi economici e commerciali tra i mister delle super potenze, sempre pronti a creare teatrini ad hoc per poi presentarveli come oro colato e loro volontà di intervento per creare una linea di aiuti. Ma non vi sentite inutili, presi in giro ed usati? E non vi viene in mente che lo saranno anche i vostri figli? Perché se non vi attivate per cambiare la situazione e il suo modo di operare, anche loro saranno dei burattini alla mercé dei soliti avidi egoisti che manovrano il mondo. Pensateci.