venerdì 15 agosto 2014

Rabia, Egitto 14 agosto – per non dimenticare



Ieri, il popolo egiziano è sceso in piazza e ha popolato le strade del proprio paese, in ricordo del sanguinoso massacro di Rabia avvenuto lo scorso anno, infierito dall’esercito del dittatore Al SiSi. Risale a tremila morti il bilancio di quella giornata di manifestazioni pacifiche, tra cui donne e bambini, che tanto hanno infastidito il regime intollerante verso chi esprimeva un dissenso, verso chi, con coraggio, voleva far sentire la propria voce contraria.
Ieri, tutte le strade si sono trasformate nella Rabia di quell’agosto 2013 per rispetto dei martiri che hanno perso la vita per aver espresso un opinione e per rivendicare il proprio dissenso, a differenza di coloro che sostengono il governo per timore di una pesante oppressione.
Il regime infatti, terrorizza chi si oppone compiendo atti di violenza nei confronti dei familiari. Sono stati documentati più di 50 casi di stupro da parte dell’esercito nei confronti di donne e ragazze incarcerate dopo le manifestazioni.
Purtroppo anche ieri si sono registrate delle vittime, delle giovani vittime. In risposta alle tantissime manifestazioni pacifiche, l’esercito ha bloccato le strade e ha attaccato i manifestanti lanciando lacrimogeni e piombo.  Il bilancio è stato di tre morti, moltissimi feriti e numerosi arresti. Gli scontri sono avvenuti in tutte le città della nazione. Al Cairo i manifestanti hanno incendiato il centro di polizia e hanno bloccato alcune strade principali.
Il popolo rivoluzionario ha annunciato il proprio sostegno a Gaza e al popolo palestinese rifiutando così ogni coinvolgimento o implicazione che il governo egiziano sta avendo con Israele.

Le foto che vedete sono relative alle manifestazioni di ieri e i primi piani appartengono ai volti dei ragazzi che hanno perso la vita ieri, durante gli scontri. Il fidanzato della ragazza nella foto è  stato ucciso il mese scorso sempre durante una manifestazione.






venerdì 25 luglio 2014

Valori umani determinati da valori economici? Benvenuti nella società moderna.

Il raggiungimento di un elevatissimo progresso scientifico e tecnologico non ha saputo (o voluto?) raggiungere altrettanti traguardi sul campo umano. Siamo purtroppo testimoni di un regresso spaventoso dal punto di vista del rispetto e dei diritti dell’uomo, così spaventoso da nascondere o falsare i genocidi più drammatici di tutta la storia. Basterebbe leggere il titolo per capirne il perché.  Benché di realtà ce ne sia una soltanto, noto che il circo delle interpretazioni rimane sempre aperto ai ripescaggi del passato ed alle novità. Scelte di vita o seguaci del gregge di fronte a casa, siamo di fronte ad una vera  e propria costruzione di mondi a parte. Si tratta solo di trovare quello che più ci rappresenta con il “leader carismatico” di turno (ma anche senza) che apparentemente sa il fatto suo ed è presto fatto! Ci si butta a capofitto con occhi ed orecchi parati e tutto quello che ne esce, diventa verità assoluta, indiscutibile, indubbia. Nonostante siamo nell’inoltrata era di internet e quindi, nella diffusione delle notizie in tempo reale da una parte all’altra del mondo, esiste ancora una grossa fetta della popolazione italiana, che continua a rimanere salda esclusivamente a ciò che viene sostenuto dai media nazionali, a ciò che accade in Italia, nella propria regione, città, quartiere, non ammettendo l’esistenza di altre possibili situazioni.  Noncurante tutto, anche ciò che accade nella nostra amata Italia, concorre a modificare e a sostenere questioni oltre confine che implicano una certa presa di posizione.
Se per le istituzioni che ci governano, se per gli Stati ed il Governo Mondiale, l’essere umano è valutato e valutabile da valori economici, non significa che anche l’essere umano stesso debba pensarla allo stesso modo! Mi sembrerebbe un concetto assurdo da discutere, addirittura un pensiero logico ma se lo fosse, non starei qui a parlarne. E’ sicuramente contrario al benessere della specie umana ma la sete del successo, la fame del denaro e degli interessi propri e globali hanno scavalcato quanto di più bello ed elementare esiste al mondo: l’amore.
La visione dell’uomo medio non è più conservatrice di una Terra in quanto madre (rispetto di coloro che la abitano e dell’ambiente che li circonda, una terra che nutre ed accoglie ogni essere vivente) ed obbediente ad uno Stato in quanto padre (che detta regole e fa osservare la giustizia, che rende l’uomo libero, autonomo e indipendente). La maggioranza della popolazione oggi pende esclusivamente dalla parte del padre Stato, che non rispecchia assolutamente il “padre buono e giusto” menzionato sopra anzi! Il nostro padre Stato è autoritario, menzognere per comodo, riempie di tasse il popolo mantenendolo al limite della sussistenza e quando il popolo non risponde, lo Stato lo punisce, lo castra fino ad umiliarlo decurtandolo a volte, di una vita di risparmi. E nonostante tutto, il popolo tace, obbedisce e si comporta esattamente come egli vuole, fingendo di essere in una democrazia, fingendo di essere libero, fingendo e basta, per restare in quel mondo fatto di interpretazioni che descrivevo sopra. Un mondo di maschere.
Un popolo stanco ma allo stesso tempo abituato ad esserlo, un popolo sfaticato e svogliato, un popolo che preferisce subire che ribellarsi. Già. Perché se ti ribelli sei fuori dal gregge, fuori dal gruppo di appartenenza, sei diverso e in Italia, il diverso non è ben accetto. Diverso è sbagliato, scomodo, emarginato, pericoloso, dannoso. Ed allora tutto torna. Mi torna il doppiogiochismo, la falsità ed il silenzio nei confronti della popolazione siriana, mi torna l’inesistente dissenso popolare in merito all’astensione dell’Italia (ma non la sola in ambito UE) all’apertura di un’inchiesta sui crimini di guerra a Gaza da parte del Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Mi torna il voto addirittura contrario degli Usa, salvatori del mondo, paladini di pace e giustizia.
Provo una profonda pena per entrambe. Da oggi in poi, quando sentite parlare di raid aerei e di invasioni via terra a Gaza pensate anche all’Italia, la bellissima Italia, come maggior esportatore dell’Unione europea di sistemi militari e di armi leggere verso Israele, pensate a Finmeccanica che ha inviato i primi due aerei addestratori M-346 alla Forza Aerea israeliana e che l’intera operazione è stata assistita dalla banca Uncredit. Questa non è l’Italia che mi rappresenta, non lo è affatto perché non mi risulta possa essere una scelta politica l’amore, in quanto non dovrebbe esistere un partito in democrazia che non difenda i diritti fondamentali dell’uomo, o sbaglio?
Dopotutto, i sostenitori di destra e di sinistra (ammesso che esistano..), ne sarebbero usciti  entrambe soddisfatti da un voto favorevole. Aiutare una popolazione che sta subendo un genocidio significa non “subire” continui sbarchi ed “invasioni di quelli là” e significa non dover “mantenere certa gente che non rispetterebbe noi italiani, se andassimo a professare la nostra religione nel loro paese”. Quanto potrei continuare sotto questo basso profilo di vergognosa ignoranza..
Già, perché sono queste le tesi sostenute da moltissimi italiani, dai miei connazionali, compaesani, che hanno timore di ciò che non conoscono ma che piuttosto di conoscere, cadono nei luoghi comuni, nelle frasi fatte, nelle ripetizioni di “quello che dicono tutti” e forse mi viene da pensare che è giusto che ci sia uno Stato padrone a governarci perché un gregge così vasto di pecoroni devono restare per quanto possibile nello stesso recinto di ipocrisia e sudditanza. Che profonda tristezza…

giovedì 3 luglio 2014

Spogliamo il tradimento dai suoi comuni stereotipi

“Siamo d’accordo: essere in coppia è sinonimo di stabilità e fedeltà. Ma spesso il tradimento irrompe nella vita delle coppie, anche fra le più salde e affiatate. Tradire il tuo uomo? Non è assolutamente nel tuo stile. Credi che essere tradita sia impossibile per una come te? Eppure le statistiche dicono che quasi tutte assaggiamo l'amaro piatto del tradimento, chi da una parte e chi dall'altra. Una cosa è certa: quando c'è un tradimento c'è sempre una ragione, buona o cattiva. Ecco una guida pratica per capire meglio il fenomeno del tradimento, le regole d'oro, e i vantaggi e gli inconvenienti di tale scelta, sia che tu sia il carnefice o la vittima.” (Tratto da “Alfemminile.com”)

Un istinto vecchio come il mondo, tanto temuto quanto ardentemente sognato, alimentato da fantasie inconsce che ci accompagnano nel quotidiano ritorno al nostro intimo psichico. Preso e ripreso, usato ed abusato, interpretato ed analizzato sino all’inverosimile, il tradimento è parte di noi nello stesso modo in cui noi siamo parte di lui. Almeno una volta nella vita siamo stati tutti traditi dal tradimento più grande in assoluto: il parto. Questo distacco obbligato, non voluto, violento, dall’utero materno vissuto come un abbandono dal luogo paradisiaco per eccellenza, luogo protettivo, accogliente, affettuoso, rassicurante, caldo. Da quel momento, la nostra psiche inizia a scriversi , riempendo di vissuto le proprie pagine finora rimaste bianche, pagine che si prestano ad iniziare la propria storia con la prima relazione tra tutte che avviene con la propria madre (Su questo tema ci sono degli studi in corso in quanto si presume ci sia una sorta di prescrittura già dal grembo materno). Ebbene tutto ciò che verrà scritto da allora, rimarrà “dentro” di noi e si manifesterà in forma silente, nel nostro vivere quotidiano la realtà. Nasciamo e cresciamo traditi e traditori e questo tradimento è un dato di natura. Un amore, un’amicizia, una delusione anche causata da noi stessi sono tutte forme di tradimento con cui dobbiamo fare i conti nel corso della nostra vita. Ma allora perché quando si parla di tradimento si aizzano le vendette più temibili e terribili, si diventa leoni pronti a sbranare e ad incolpare il carnefice in questione oppure si cade nel vittimismo più sfrenato tanto da causare addirittura forti depressioni?
Etimologicamente il tradimento ha il significato di passaggio e/o consegna all’altro, un processo di individuazione in condizione di debolezza o di richiesta d’aiuto, un formarsi e conformarsi attraverso una trasformazione naturale, per ritrovare il proprio sé che cambia in continuazione perché, come ben sappiamo, le relazioni sono modificazioni dà e verso noi stessi. Il nostro essere nel mondo cambia chi ci vive e chi si relaziona con noi e a nostra volta, noi ci modifichiamo vivendo le relazioni con chi incontriamo nella nostra quotidianità e soprattutto con chi la condividiamo. Il mondo cambia ad una velocità assurda, le informazioni, i contatti e le comunicazioni viaggiano così rapidamente che non è stato possibile per l’uomo, stare al passo con tali trasformazioni, non di così grandi entità. Nasciamo “dentro” ad una società veloce e l’uomo si è adattato per quello che ha potuto, limitandosi alla realtà vissuta dal di fuori, traendo dal tecnologico le comodità ma allo stesso tempo non è riuscito a trasformare quella realtà interiore utile o meglio necessaria, per sperare in un raggiungimento, per quanto possibile, di un proprio benessere. Vivere oggi non è come vivere 50 anni fa. Se prendiamo, ad esempio, il senso di colpa che, a mio parere, ha una forte importanza ed influenza in tutti noi e in tutto quello che facciamo, comprendiamo che le nostre emozioni, i nostri sentimenti, i nostri comportamenti sono dettati da questa pesante presenza che per ragioni culturali, religiose, sociali rimane fortemente radicata nel nostro inconscio, tanto da impedirci di fare quel salto utile e necessario, per affrontare la vita nel modo migliore. Il tradimento quindi da condizione strettamente naturale, oserei dire biologica, che ci aiuterebbe ad affrontare questi passaggi naturali presenti nelle relazioni umane, accogliendoli come processi di crescita costruttivi per noi stessi, per la coppia (quando possibile) e per gli altri, è vissuto come un affronto cultuale/religioso, una colpa da affliggere, un patimento da subire. Quando si vive una coppia d’amore si ha sempre la presunzione di essersi accomodati, di vivere nella sicurezza dell’altro sopra ogni cosa, di avere un diritto di proprietà sull’altro che legittima certi atteggiamenti e che giustifica certe reazioni. Non è così! Il possesso ferma qualsiasi forma di crescita. Non c’è mai una vittima o un carnefice. Se così fosse, significherebbe negare la realtà e negare sé stessi. L’amore non va confuso con il bisogno e la comodità di dipendere o di creare dipendenza perché amarsi e amare significa accettare la modificazioni della vita che naturalmente avvengono nei percorsi di crescita individuale. A volte, ciò che più ci terrorizza è abbandonare il nido creato per soddisfare un bisogno represso. In una coppia, ciò che viene tradito è il “noi” e non il “tu”. Nella vita c’è più tradimento che fedeltà. Appellarsi alla fedeltà è una debolezza in quanto non ti permette di avere la lucidità per affrontare un percorso naturale di crescita per quanto comprensibilmente doloroso; un percorso di rielaborazione, di modificazione, di trasformazione e di ridefinizione di sé e dell’altro, tale e quale al perdono. E soltanto dopo questo iter, si potrà capire se la relazione è ancora possibile. Ci hanno insegnato che conformarci è meno faticoso, che tradire è peccato e che il tradimento va condannato. Questa ipnosi di massa adottata per mantenerci sicuri nella nostra illusoria isola felice sta funzionando alla perfezione. Grazie a questo modo di vivere il sociale nel sociale, si creano situazioni individuali di rottura e di destrutturazione. Possiamo dunque concludere dicendo che il tradimento non è che un comportamento naturale dal sapore amaro di veridicità e autenticità che aiuta a crescere e ad emanciparsi. Tradendo, il traditore consegna l’altro a sé stesso, svincolandosi da una situazione di appartenenza che non sente più sua. La felicità sta nella ricerca e nella conoscenza di Sé, nell’essere liberi di farlo senza stereotipi e interpretazioni fuorvianti.

venerdì 13 giugno 2014

L'infanzia è una condizione "per natura"?















Il mondo dei bambini è un luogo magico in cui streghe, fantasmi, fate e giganti prendono vita nei loro giochi e nella loro quotidianità.
Il mondo dei bambini è curiosità ed inventiva, ricerca e scoperta, costruzione e trasformazione.
Il mondo dei bambini è puro, genuino e privo di malizie, tipiche del mondo adulto.
Se anche voi pensate che il loro, sia un mondo meraviglioso siete pregati di non inquinarlo, di non distruggerlo ma soprattutto siete pregati di non privare MAI un bambino della sua infanzia.
Attingetene piuttosto, entrate in punta di piedi ma sempre con il massimo rispetto.



Qual è la prerogativa universale che concorre alla nascita di un bambino? Un rapporto sessuale tra un uomo ed una donna. Badate bene perché ripeterò spesso alcuni termini e lo farò di proposito, proprio perché voglio fermamente che capiate quanta stupidità, ignoranza e fanatismo ideologico ci circondano e alimentano un clima di depressione relazionale senza fine. Uomo, donna, rapporto sessuale, bambino. E’ come se dicessi terra, aria, acqua e fuoco. Sono o non sono termini universali dove per universale, intendo valido per tutti, valido per natura e cioè non discutibile, non interpretabile, fuori da ogni altro dubbio?
I confini del mondo sono dati per natura? No. E allora si può sapere chi ha deciso e cosa a questo mondo? L’uomo. In base a cosa ha deciso? Alla sete di potere e di benessere per sé stesso, alla brama di conquista e di dominio a discapito degli altri. E cosa ha portato tutto questo potere, questo dominio, questo finto benessere? Ad oggi, ovviamente, ad un clima di generale melanconia, di pochezza, di superficialità, di radicato malessere che si autoalimenta come un mostro che divora i proprio figli… mostri. Ed il contesto? La società, le comunità, chi ci rappresenta (lo Stato)? Sono tutti ambienti mostruosi, intrisi di corruzione che scorre e penetra ovunque, che si trascinano dietro anni di guerre e distruzione, di morti e amputazioni (e non solo corporee), di elaborazioni paranoiche e depressive di lutti inconsci di vario genere non risolti, tutti volti e studiati a tavolino per programmarci a piacimento, per tenerci a bada come si fa con gli animali. Solo che ad alcuni è previsto un pasto ed un tetto, mentre ad altri no. E’ vita questa? Io non credo proprio. Come fate a dormire la notte e a vivere sapendo ciò che accade nel nostro pianeta? O meglio, sapete cosa accade? I bambini sono bambini ovunque e l’uomo ha voluto costruire il suo progresso, mettendoci tutti in relazione. Il nostro benessere è il loro sfruttamento, la loro denutrizione, il loro lavoro minorile, il loro prendere le armi all’età di 5 anni, la loro uccisione per il trapianto degli organi, la loro mancata istruzione! Siamo tutti collegati, vi entra in quella testa o no? L’inquinamento, il consumismo, la crisi economica chi li determina? L’uomo dico io. No! Dite voi. Sono le industrie, le potenze mondiali, chi conta…. E da chi sono gestite se non dagli uomini?! Quello che sta accadendo in Ucraina, nelle Filippine, in Pakistan, in Siria, in Sud Sudan, in Brasile ci riguarda.. Hanno inventato la bomba atomica (chi? L’uomo!), il nucleare per terrorizzarci, per avere il dominio del mondo, per istigare al razzismo, per inventare il terrorismo (non sto dicendo che non esiste ma solo che non è proprio come ve la raccontano..) per aver il potere di decidere quando fermare questo mondo ed estinguerci. Ma come fate a non capire che è tutto collegato e che è stato l’uomo a deciderne le modalità e peggio, le priorità? Non sono andata fuori argomento. Voglio solo farvi riflettere sulla vita, sull’oggi dopo uno ieri che è dentro di noi e che sarà dentro ai nostri figli. Già.. i nostri figli, che sono dei bambini. Bambini che hanno dei sogni, che vogliono vivere la loro infanzia lontano da tutto quello che ho descritto sopra. Abusi, soprusi, sfruttamento e violenze chi li decide? L’uomo. Verso chi? I più deboli: i bambini. Se credessi nella religione, potrei appellarmi a qualche Dio, ma non è così. Io credo nell’uomo e nelle sue essenze, nella straordinaria potenzialità dell’amore, dalla spinta innata alla vita stessa e forse è proprio per questo che mi arrabbio maggiormente. Proteggiamo i bambini di tutto il mondo, informiamoci, attiviamoci invece che alimentare e concorrere! Diamo il buon esempio ai nostri figli e permettiamo loro di diventare dei ragazzi consapevoli e degli adulti degni di stare a questo mondo. Perché ogni bambino ha il diritto ad essere bambino. Anche l'infanzia è un diritto e come tale, dovrebbe essere preservato a tutti.

venerdì 23 maggio 2014

Chi ha ucciso i vostri pensieri?


Che le potenzialità dell’uomo siano infinite era risaputo ma che con le stesse, abbia imboccato la strada verso l’autodistruzione non mi era ancora chiaro. E’ servita una profonda analisi introspettiva, inizialmente tortuosa, perché arrivassi a certe conclusioni che, da alcuni anni, si stanno verificando quotidianamente, dandomene conferma.
Il tutto si è consolidato da quando è stata sostituita alla naturalità, la fabbricazione.
E’ stato questo il punto focale che ha causato la destabilizzazione dell’essere umano o forse è stato l’inizio del crollo totale. La razionalizzazione della vita, l’uso esclusivo dell’intelletto anche nelle situazioni dove l’intelletto non ha accessi, ha portato una perdita di senso così profonda, che l’uomo si è inconsciamente privato di una parte fondamentale della sua stabilità. La stabilità spirituale. Iniziata nell’era primitiva con il simbolismo, ha continuato a tramandarsi nei secoli, dando una base primaria di fermezza che ha permesso il superamento di fortissimi ostacoli nel corso della vita umana.
E proprio perché all’abbandono del sacro, non vi è stata alcuna sostituzione, che si è creata un’epoca di profonda depressione che non fa distinzioni alcune. Tocca classi povere, le meno abbienti, i ceti benestanti e pure le più ricche.
L’uomo si sta usando per metà e lo sta facendo, affidandosi al proprio intelletto (nei casi più fortunati…).  Ma non vi sembra che sia un po’ poco?  Forse no ed il motivo è sempre e solo lo stesso. Al giorno d’oggi non si ha nemmeno il tempo di accorgersene. Vi vedere ma non vi guardate, vi sentite ma non vi ascoltate. Che fine ha fatto la percezione di voi stessi, la vostra intimità d’animo?
Ma non è tutto. All’era della fabbricazione si è affiancata quella dell’ovvietà, altra pericolosissima fonte di perdita di senso. Dare per ovvio o per scontato un qualcosa, un concetto, una presunta verità impedisce la formulazione del pensiero, il vostro pensiero. Si ragiona per sentito dire, si sostengono pensieri altrui (quando “l’altrui” equivale ad  una personalità di spicco popolare che ahimè, oggi, non significa una sicura personalità virtuosa anzi..) e si smorza quell’allenamento indispensabile che alimenta il vostro pensiero. Un pensiero libero da altri pensati o meglio, che tiene conto degli altri pensati ma ne genera uno proprio. Vi sto elencando tutte condizioni che, da anni, stanno privando l’uomo della sua incredibile profondità ed è triste sapete, perché è l’unica condizione che lo distingue dagli altri esseri viventi ed è una delle pochissime realtà che ancora non si devono acquisire. Essa giace dentro di noi ed è solo nascosta da cumuli di polvere e strati di bende, che in tutto questo tempo, non hanno  che coperto pensieri, abilità, nuove idee e per carità, anche ferite, senza rielaborarle mai.

martedì 20 maggio 2014

Ricordi campestri



Ho ricordi di te che mi fanno sorridere gli occhi. Ricordi felici che albergano nel mio cuore e che lo riscaldano, come il Sole riscalda la vita, permettendone il suo corso.
Li rivoglio! Rivoglio i miei dolci pensieri ed il loro sapore di lavanda, che inebriava i miei più profondi respiri.
Mi bastava la vista del grano dorato, il volo libero di un uccello, la benvenuta impertinenza del vento tra le foglie euforiche di accoglierlo e di farsi attraversare con sconvolgente impeto.
Tutto questo mi bastava per essere felice.
La mia anima ed il mio corpo fusi con la natura, alimentavano fortissime sensazioni; emozionali up and down che sconvolgevano il mio equilibrio oramai in balia del mondo.
Soavi cinguettii da imponenti olmi, brezze di vento tra danzanti foglie ed altissime spighe, canti frizzanti di grilli innamorati e la vita frenetica nei fossati tra insetti ed anfibi, creavano una vitale sinfonia d’amore, che catturava i miei sensi per non lasciarli più. Fino all’arrivo del tramonto e dei suoi infuocati colori, che si mescolavano tra le tonalità del cielo e delle nuvole ansiose del suo arrivo. Ed era la pace assoluta.

lunedì 12 maggio 2014

Monselice – Due giornate per parlare di diritti dei bambini

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno.” – Madre Teresa di Calcutta


Ho pensato di iniziare così questo articolo, per dare un senso a quella che è stata la prima fiaccolata per i diritti dei bambini che si è svolta a Monselice la sera del 9/5.
Una preparazione durata mesi per una serie di eventi ad alto contenuto morale, sociale, culturale ed educativo per cercare di portare al ricordo quotidiano di tutti, un tema così delicato e allo stesso tempo drammaticamente diffuso (ma non dai media) come quello dei diritti violati ai bambini nel mondo.
Con l’esposizione di una mostra di disegni delle scuole primarie e secondarie di primo grado del paese, si è voluto capire cosa vedono i nostri bambini con i loro occhi e quale diritto sentono più caro. Una proposta di impegno che alcuni di loro hanno voluto accogliere dando un contributo partecipativo a questa realtà che riguarda i loro coetanei, nati in ambienti e paesi meno fortunati del nostro. Sarebbe carino riflettere su questo punto, fondamentale per capire chi decide che questi paesi debbano restare in certe condizioni, per non nascondere la verità ai futuri protagonisti di questa nostra società: i nostri figli. Ma andiamo oltre…
Dopo l’esposizione c’è stata una fiaccolata, accompagnata dalle sensibili riflessioni di Antonio Stasolla, con striscioni e braccialetti luminosi fino all’arrivo nella piazza dove ad accoglierci, c’erano una violinista ed un tastierista che ci hanno emozionati con la colonna sonora di Schindler’s List.
Da qui, l’intervento toccante e diretto di Huda Dachan, che ha illustrato alla perfezione la realtà che da anni scorre nelle terre della Siria, terre macchiate di sangue di civili oramai inermi, ricordando nell’occasione la strage avvenuta nella scuola di Aleppo pochi giorni fa, mentre era in corso una mostra di disegni sulla rivoluzione; disegni che avevano fatto dei bambini come i nostri, ma che purtroppo sono stati macchiati del loro stesso sangue. La mostra infatti è stata interrotta da un bombardamento causando diversi morti. Stento a credere che in un contesto simile vi era la possibilità di colpire dei terroristi per proteggere il popolo siriano “come continua a denunciare Assad” e sono certa che il suo intento era lo stesso di sempre, ma anche su questo soprassediamo.  Il secondo intervento ha visto protagonista Don Luigi Merola, che ha riportato alla platea del corteo, con il suo modo ed accento simpatico tipicamente napoletano, la realtà che ancora oggi vive e dirige i quartieri di Scampia e i loro abitanti, realtà radicatasi anche al nord, che inquina la vita di moltissime persone, di intere famiglie, impendendone la libertà ed educando bambini alla delinquenza come unica scelta di vita.
La serata si è conclusa così e tra saluti e ringraziamenti ci siamo ritrovati la mattina seguente presso la sala della mostra con la fantastica Maria Chiara, una ragazza con sindrome di down che grazia alla comunicazione efficacie, è riuscita a scoprirsi e a farsi scoprire l’animo, scrivendo libri di poesie. Una dote innata che si portava con sé da sempre ma che senza l’utilizzo del computer, sarebbe rimasta soffocata. Ad oggi Maria Chiara ha vinto 40 premi nazionali. La madre ci ha brevemente raccontato la sua storia, fatta di momenti di difficoltà ma anche di incredibile gioia grazie al suo carattere forte e tenace che l’ha sempre contraddistinta. Maria Chiara infatti, dopo aver superato con buoni voti la terza liceo si è vista negare la possibilità di continuare a studiare, per la complessità del suo modo di comunicare con gli altri: un computer. Grazie all’amore dei suoi genitori che l’hanno aiutata a superare questo brutto momento caratterizzato anche da una forte regressione,( e cambiando regione iscrivendo Maria Chiara in un’altra scuola) è riuscita a concludere gli studi conquistando così un altro suo grande traguardo.
Due giorni di emozioni continue e di inqualificabile arricchimento personale, collegato da un filo comune che ha unito tante realtà diverse ma allo stesso tempo uguali con forti ideologie fondate sulla verità, sulla libertà e sulla rivendicazione dei diritti che dovrebbero essere uguali per tutti, ovunque.
Ho avuto l’onore di essere parte integrante dell’organizzazione, partecipando come referente di Child Again, progetto congiunto con le associazioni Onsur e Ossmei, attive da diverso tempo a sostegno del martoriato popolo siriano.
Ho avuto l’onore di condividere questa intensa esperienza con Huda Dachan del progetto Child Again, che ha accettato il mio invito e che mi ha accompagnata in questa esperienza, dandomi lezioni su campo.
Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza  Antonio Stasolla, referente di Aifo, Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau, che da molti anni lotta e si espone  con straordinaria tenacia ed inestimabile impegno per i diritti dei bambini di tutto il mondo, contro il loro sfruttamento, che continua indisturbato sotto gli occhi indifferenti del mondo e dei potenti. Ed è per questo che ti ringrazio con tutto il cuore Antonio, per avermi presa con te in questa fantastica missione che è la vita, che vissuta così, ha tutto un altro senso.
Un ringraziamento anche al comune di Monselice che ha messo a disposizione gli ambienti e le attrezzature.








mercoledì 16 aprile 2014

Chi maltratta un bambino spegne il sorriso di una fata (Iqbal Masih)


Quando penso alla parola FUTURO, non possono che pensare ai BAMBINI.
Poi penso al presente, mi guardo attorno e vedo tristezza ed amarezza in tutto ciò che li riguarda. E’ questo il mondo che volete per i vostri figli?
Un mondo in cui manca tutto ciò che di diritto gli spetta? Quando parlo di figli non intendo solo i vostri. L’adulto in quanto comunità e parte attiva della società ha il dovere di dare loro un ambiente sano che li rispetti, li protegga e li valorizzi per la meraviglia che sono. I bambini sono AMORE in ogni loro sguardo e gesto, i bambini portano VITA ovunque e noi stiamo accettando di farli crescere inquinati dal progresso, dall’ipocrisia, dalla smania della concorrenza e dallo sfruttamento delle loro qualità, dirottandole in futili apparenze. Li stiamo facendo crescere all’oscuro della realtà creando per loro un mondo che non c’è, un mondo che non esiste! Quando se ne accorgeranno cosa farete? Quando vi chiederanno perché cosa risponderete? Loro hanno il DIRITTO di sapere.

Vi stiamo dando la straordinaria occasione di condividere con loro, i vostri figli, una serata di forte valore umano e sociale. Una fiaccolata per i diritti dei bambini, i vostri bambini, ricordando assieme, tutti i bambini del mondo. AIFO e Child Again hanno deciso di collaborare per la prima volta a Monselice perchè per loro i bambini sono l'unica speranza di un mondo nuovo, un mondo di pace per tutti.
La vostra presenza è fondamentale per trasformare questo evento in un qualcosa di magico, di unico, di veramente importante. Noi vi aspettiamo alle ore 21 presso il sagrato del Duomo Vecchio.

venerdì 21 marzo 2014

E' nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino (Anthony Robbins)

Le opportunità nella vita si colgono solo quando si è mentalmente in grado di autogestire il proprio pensiero, le proprie scelte. La triste notizia è che oggi, nella “realtà” che viene propagandata da questa società non è costruttivo insegnare all’uomo medio a pensare; piuttosto è preferibile pilotare il suo subconscio con subdole tattiche psicologiche. Non ci credete? Peggio per voi perché quello che io vi porto non sono chiacchiere ma è solo ed esclusivo vissuto. Vissuto studiato ed analizzato con dei grandi professionisti di diversi settori.

Se finora avete preso dei granchi, se siete stati convinti, ammaliati di una cosa, se ci avete creduto, e creduto tanto ma ne siete rimasti delusi, non perdete la speranza e nemmeno la fiducia in voi stessi.
Volete sapere il perché? Semplice. Non era un’opportunità ma uno specchietto per le allodole e voi non eravate che l’allodola di turno. Sapete quanti allevamenti sono riusciti a fare? Ora analizzate il perché ci siete cascati. No, il motivo non è l’essere stupidi, ne tantomeno l’essere creduloni. Credevate fosse l’opportunità della vita, la VOSTRA VITA per dare finalmente quella svolta sperata, per respirare un po’ d’aria pulita, per rispolverare il vostro cassetto chiuso da anni contenente i vostri desideri. Come faccio a saperlo? Semplice. E’ successo anche a me ma a differenza di altri, ho DECISO e VOLUTO andare a fondo, ho volto capire ed attingere a INFORMAZIONI DIVERSE. Nell’era della persuasione tutto questo accade perché è permesso, perché è legale. C’è una considerazione da fare che non si può assolutamente sottintendere:  quello che è legale non è detto che sia giusto e l’esempio lo avete letto prima. Lo specchietto per le allodole è legale ma allo stesso tempo non è giusto.
Se siete d’accordo con me ma solo se siete d’accordo, leggete cos’ho da dirvi in più e se volete, ne possiamo tranquillamente parlare.

Diventare responsabile di te stesso ti mette paura? Pensare di poter diventare qualcosa in più, ti intimorisce? Pensa che lo diceva anche Nelson Mandela e fino a qualche tempo fa non né capivo il significato. Ora invece tutto mi è chiaro. E’ comprensibile essere intimoriti e quindi diffidare dal SUCCESSO (inteso come successo della persona interiore ed esteriore) ma non è naturale. Naturale è dormire, mangiare, bere, respirare. Tutto il resto è quello che vogliono farti credere che lo sia. Sei una pedina pilotata da questa società nei tuoi movimenti, nelle tue scelte, nei tuoi pensieri, anche in quelli inconsci (e questa è davvero una realtà triste) ma se VUOI, PUOI tagliare questo cordone ombelicale che ti alimenta e ti alimenterà solo per stereotipi, per conformità, per prevedibilità, per non “permetterti di sporcare, di andare oltre”.
Come ben saprai, noi siamo nati unici ed assoluti (e questa è davvero una gran bella notizia!) e tali dobbiamo ritornare, per la nostra salvaguardia, per la nostra sopravvivenza, per il nostro benessere, per la nostra libertà.

Vuoi sapere come fare? Te lo spiego subito e pensa un po’, non voglio niente in cambio! Ti sembra strano? Lo so, sei abituato che gratuitamente non ti viene dato più nulla ma la vita non gira intorno a ciò che sei abituato, credimi. E’ tutto qui in 2 punti semplici, concisi, cristallini. Buon divertimento!

1 Analizza la tua situazione reale:  METTITI DI FRONTE AD UNO SPECCHIO
  •          Come ti vedi?
  •      Hai delle responsabilità, delle persone dipendono da te? (es. i tuoi figli?)
  •      Come stai? Come ti senti? (e non come pensi di stare o come pensi di sentirti) 
  •          Come sei considerato dalle persone? Si fidano di te? 
  •          Hai del tempo per te? Si, no e se no perché?
  •      Hai dei desideri che vorresti realizzare? Li stai realizzando? Se si, come?  Se no, perché?
2 LIBERA LA TUA MENTE da tutto ciò che finora hai creduto, hai pensato, hai seguito o meglio, rendilo modificabile, trasformabile, permetti che si evolva.
  • Perché? Perché la maggior parte delle cose che ti dicono sono non verificate ma soltanto duplicazioni di altre cose dette (magari dall’amico in bar con una birra in mano..) e le altre che rimangono sono cose che vogliono che tu creda. 
  • Come? Semplice (che non significa facile). No stereotipi, no pregiudizi, no paletti mentali di nessun tipo perché concorrono a formarti come prodotto industriale tale e quale a tutti gli altri. Vuoi essere un prodotto industriale? 
  •  Quando? Ora, perché è della tua vita che stiamo parlando e la tua vita è una e unica. Il biglietto è di sola andata, tanto vale far sì che ne valga la pena, giusto?

Se al punto 1 hai avuto delle esitazioni o se allo specchio hai visto qualcosa che non ti è piaciuto, è probabile che tu abbia un PROBLEMA (se ne hai solo uno sei pure fortunato ;-) )
Se leggendo il punto 2 hai sentito un qualcosa che ha iniziato a smuoverti o a disturbarti, se vuoi andare a fondo nelle cose, se ti senti preso in giro da ciò che ti circonda, da quello che ti spacciano essere la TUA VITA, se credi di poter fare e dare MOLTO DI PIU’ allora hai ancora una chance.

Una chance per distinguerti, per focalizzarti in qualcosa che va oltre alla tua reale condizione, per imparare a valutare le reali opportunità che la vita ogni giorno ti propone ma che tu distratto, e paradossalmente concentrato nella tua quotidiana programmata sistematicità, nemmeno riconosci.