venerdì 15 agosto 2014

Rabia, Egitto 14 agosto – per non dimenticare



Ieri, il popolo egiziano è sceso in piazza e ha popolato le strade del proprio paese, in ricordo del sanguinoso massacro di Rabia avvenuto lo scorso anno, infierito dall’esercito del dittatore Al SiSi. Risale a tremila morti il bilancio di quella giornata di manifestazioni pacifiche, tra cui donne e bambini, che tanto hanno infastidito il regime intollerante verso chi esprimeva un dissenso, verso chi, con coraggio, voleva far sentire la propria voce contraria.
Ieri, tutte le strade si sono trasformate nella Rabia di quell’agosto 2013 per rispetto dei martiri che hanno perso la vita per aver espresso un opinione e per rivendicare il proprio dissenso, a differenza di coloro che sostengono il governo per timore di una pesante oppressione.
Il regime infatti, terrorizza chi si oppone compiendo atti di violenza nei confronti dei familiari. Sono stati documentati più di 50 casi di stupro da parte dell’esercito nei confronti di donne e ragazze incarcerate dopo le manifestazioni.
Purtroppo anche ieri si sono registrate delle vittime, delle giovani vittime. In risposta alle tantissime manifestazioni pacifiche, l’esercito ha bloccato le strade e ha attaccato i manifestanti lanciando lacrimogeni e piombo.  Il bilancio è stato di tre morti, moltissimi feriti e numerosi arresti. Gli scontri sono avvenuti in tutte le città della nazione. Al Cairo i manifestanti hanno incendiato il centro di polizia e hanno bloccato alcune strade principali.
Il popolo rivoluzionario ha annunciato il proprio sostegno a Gaza e al popolo palestinese rifiutando così ogni coinvolgimento o implicazione che il governo egiziano sta avendo con Israele.

Le foto che vedete sono relative alle manifestazioni di ieri e i primi piani appartengono ai volti dei ragazzi che hanno perso la vita ieri, durante gli scontri. Il fidanzato della ragazza nella foto è  stato ucciso il mese scorso sempre durante una manifestazione.